Prima della Grande Guerra era luogo frequentato da fanti e da salmerie impegnate a trasportare sulla cima materiali e munizioni. Era, il monte, una roccaforte della linea Maginot italiana che gli strateghi romani avevano ideato, a cavallo del secolo, per fermare l´offensiva che sarebbe giunta da nord.
Da allora, complice Caporetto e la sua lezione, l´uomo si è occupato delle opere di pace da realizzare lassù, un luogo straordinario di pace e di serenità, dove il tempo si era affrettato ad inghiottire molte delle testimonianze lasciate dall´uomo negli anni bui. Da Cibiana e dai paesi vicini partivano nugoli di ragazzi per vedere, per cercare, per prendere.
Oggi quel ricordo si è coperto di concretezza: il monte, con i segreti nascosti nelle sue viscere, sta diventando ricettacolo della cultura della montagna, il luogo della pace universale. Rivivranno i fantasmi del passato ma saranno rivestiti degli abiti sontuosi della cultura, dell´arte, del lavoro. Una struttura concepita per la guerra si è piegata docilmente a farsi amica degli ideali che uniscono gli uomini tra di loro.
Che idea straordinaria! Da lassù si dominano tre valli; due colossi dolomitici tra i più famosi sono le sentinelle rassicuranti di una dorsale rocciosa, coperta di licheni e di muschi, paradiso di cacciatori e di turisti che amano la quiete, la riflessione meditabonda e il conforto della scienza.
Il forte, ossatura massiccia di un impianto capiente e riparato, sta diventando il luogo di un racconto affascinante. A ottant'anni di distanza, la colomba della pace si è nuovamente posata. E ha scelto il "museo nelle nuvole" per diffondere un messaggio universale: quello di dare risposta all´uomo in cerca di se stesso e dei perché della vita.
Cibiana, luglio 2002
IL SINDACO DI CIBIANA
prof. Guido De Zordo
FOTO. Guido De Zordo.
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